P1001881
Sì, signore. Sarà fatto. Buongiorno. Certamente. Mi impegnerò. Non c’è di che. È mio dovere. Sì. Sarò presente.» Così impariamo a vivere: addestrati a obbedire, educati a non disturbare, programmati a sostituire il pensiero con il consenso. Sarò la tua lingua quando non vorrai parlare. Sarò il tuo oggetto quando avrai bisogno di possedere qualcosa. Tieni pure il guinzaglio e conducimi dove desideri. Non importa se perderò il nome, la dignità o la volontà. L’importante è continuare a camminare, anche se la direzione non mi appartiene.
Perché la schiavitù più feroce non è quella imposta con la forza, ma quella che finisce per sembrare una scelta. E il giorno in cui smetti di dire “no”, hai già consegnato la tua coscienza a chi impugna il guinzaglio.