Ho visto, ho vissuto, ho provato…
ma mai come ora sento la solitudine farsi carne.
Avverto l’arroganza della parola fine, che si posa sulle cose come una sentenza muta.
La memoria non è più quiete,
ma un vento inquieto che scava, che ritorna,
che non concede riposo.
Ho visto, ho sentito…
e ora resto qui,
senza più voce negli altri,
senza essere ascoltato.