Si-amo tutti iconoclasti nasce come una riflessione visiva e testuale sul rapporto tra immagine, potere e coscienza. In un’epoca in cui la fotografia è diventata superficie, consumo rapido e conferma di ciò che già sappiamo, il libro si muove in direzione opposta: rompe l’icona per restituire all’immagine una funzione interrogativa, quasi etica.

L’iconoclastia evocata dal titolo non è distruzione sterile, ma un atto d’amore: si-amo come scissione e unione, rifiuto e necessità. Ogni fotografia dialoga con brevi testi, domande o fratture narrative che non spiegano, ma incrinano lo sguardo. L’immagine non è più documento né estetica rassicurante, bensì un campo di tensione tra ciò che vediamo e ciò che siamo disposti a mettere in discussione.

Il progetto attraversa il linguaggio fotografico come pratica interiore e politica insieme, interrogando il mito dell’oggettività, la sacralizzazione dell’immagine e il suo uso come simulacro. Si-amo tutti iconoclasti non chiede di guardare meglio, ma di guardare diversamente: accettando la perdita dell’icona come possibilità di una visione più nuda, responsabile e umana.
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