Quando osservi, la nitidezza conta poco: cerchi le ombre, la luce che svanisce e si accentua, assumendo una funzione tale da portarti a dare peso a ciò che custodisci dentro, raffigurando realmente la tua parte emotiva.
È uno sguardo che richiama quello di Claude Monet, dove la precisione lascia spazio alla percezione, e la luce non descrive soltanto il mondo, ma rivela uno stato interiore, un’emozione che muta insieme all’istante.